La fiducia nel bambino e nelle sue capacità è importantissima, ma c’è un altro aspetto, un’altra funzione altrettanto fondamentale che alimenta la sua crescita emotiva: essere ascoltato davvero.
Non si tratta di sentire quello che dice, di consolarlo quando piange, di ridere quando dice cose buffe. Parliamo di un ascolto più profondo, che va oltre le parole e che arriva al cuore: l’ascolto attivo e la funzione riflessiva del genitore.
Il bambino sente se lo stiamo ascoltando
Fin dai primi giorni di vita, il bambino comunica con noi. Lo fa con il corpo, con il pianto, con gli sguardi. E anche se non sa parlare, sa capire e distinguere molto bene se l’adulto è connesso con lui oppure no.
Questa capacità di riflettere su ciò che il bambino vive e prova, di dare un senso ai suoi stati interiori, alle sue emozioni, è ciò che chiamiamo “funzione riflessiva”.
Funzione riflessiva: lo specchio emotivo che aiuta a conoscersi
Immagina che il tuo bambino stia vivendo un momento di forte emozione, rabbia, paura, frustrazione, ma non è in grado di chiamarla con il nome giusto perché ancora non sa nemmeno cos’è, non conosce le parole per definirla oppure è troppo piccolo per parlare. È una cosa nuova per lui, è la prima volta che la affronta. Ecco è in quel momento che, ha bisogno di qualcuno che lo aiuti a capire cosa sta succedendo dentro di lui.
Quando la mamma gli dice con calma: “Hai pianto tanto… forse eri arrabbiato perché volevo cambiarti il pannolino mentre tu volevi continuare a giocare”, sta facendo una cosa preziosissima e fondamentale: sta descrivendo la sua esperienza, la sta mettendo in parole. Gli sta facendo da specchio, gli sta mostrando con calma che ciò che prova ha un senso, che non è sbagliato, che è lecito e che può essere riconosciuto e gestito.
Questo procedimento, ripetuto nel tempo e in tutte le occasioni che lo richiedano, aiuta il bambino a conoscersi, a dare un nome alle emozioni, a capire che quello che sente può essere condiviso, compreso, accettato e trasformato.
Ascolto non significa accontentare sempre
A volte si pensa che ascoltare significhi dire sempre “sì”, evitare ogni frustrazione, assecondare ogni richiesta. Ma non è così.
Un ascolto autentico può anche dire: “Capisco che ti arrabbi perché vuoi un altro cartone, ma adesso è ora di spegnere la TV”. La differenza sta nel modo in cui lo diciamo, nel fatto che prima riconosciamo l’emozione e solo dopo poniamo il limite.
Così facendo, il bambino si sente visto e compreso, anche quando non ottiene ciò che vuole, vede che c’è qualcuno che capisce la sua emozione e che le da importanza. E questo ha un impatto enorme sulla sua capacità futura di regolare le emozioni e affrontare le frustrazioni.
Il valore del tempo lento e dello sguardo presente
Per sviluppare una funzione riflessiva come genitori, abbiamo bisogno di tempo e presenza mentale. Abbiamo bisogno di allenarci a non commettere l’errore di giudicare o sminuire, dobbiamo imparare a fare la cosa giusta. Ma la vita quotidiana, si sa, è spesso frenetica. Per questo è importante concederci, anche solo per qualche minuto, di rallentare, stare con il bambino senza fare altro, osservare e ascoltare davvero.
Non servono lunghi discorsi. A volte basta un silenzio condiviso, uno sguardo attento, un sorriso confortante, una frase semplice: “Ti vedo, ci sono”. Questo tipo di presenza crea uno spazio sicuro in cui il bambino può sentirsi accolto, anche quando è in difficoltà.
Crescere insieme
Allenare la funzione riflessiva non è sempre facile. A volte ci prende lo scoramento perché ci sentiamo stanchi, sopraffatti, o non riusciamo a capire cosa stia succedendo davvero nel bambino. Va bene anche così. Riconoscere i nostri limiti fa parte della relazione. Nessun genitore può essere perfetto, ma ogni genitore può essere “sufficientemente buono”: presente, autentico, disposto a osservare, a mettersi in discussione e a crescere insieme al proprio bambino.
Perché ogni volta che ascoltiamo davvero, che osserviamo con interesse, stiamo dicendo al nostro bambino che le emozioni hanno valore, che lui ha valore, e che non è solo.


