Ma come vive l’attesa il primo figlio?
Per un bambino piccolo, l’idea dell’arrivo di un fratellino è spesso astratta. “Nella pancia della mamma” è un concetto che può incuriosire, ma non è concreto. Finché il neonato non arriva, il primogenito non immagina cosa significhi condividere le attenzioni, il tempo e lo spazio che prima erano solo suoi.
Non si può pretendere che capisca tutto subito: più che spiegare, serve far vivere gradualmente il cambiamento.
Coinvolgili nei piccoli preparativi
Si può coinvolgere nei piccoli preparativi, chiedendo il suo aiuto in cose semplici: scegliere un peluche per il fratellino, sistemare insieme un cassetto, guardare foto di quando era neonato. Così il bambino non si sente escluso da qualcosa che sembra succedere solo agli adulti ma si troverà ad essere parte attiva di un nuovo inizio.
Le azioni contano più delle parole
È una fase delicata in cui le parole contano, ma ancora di più contano i gesti. Il bambino percepisce più dal tono della voce, dagli sguardi e dalle attenzioni che dal contenuto delle spiegazioni.
Se la nuova gravidanza è accolta con serenità e tenerezza, lui lo sentirà.
Se invece coglie preoccupazione, nervosismo o stress, può associare queste emozioni al fratellino in arrivo e viverlo come una minaccia.
Non preoccuparsi troppo del futuro
Un errore da evitare è quello di anticipare troppo il futuro, parlando continuamente del fratellino o del cambiamento che verrà. I bambini, soprattutto quelli più piccoli, non hanno la percezione del futuro, vivono molto nel presente, e un’attesa lunga e carica di aspettative può creare confusione o ansia.
Meglio essere concreti:
“Quando il fratellino sarà qui, tu potrai fargli vedere i tuoi giochi”
o “Potremo leggere insieme delle favole o farlo mentre lui dorme”.
Frasi semplici, che raccontano la quotidianità, lo aiuteranno ad immaginare senza sentirsi spaventato.
Non ignorare reazioni o comportamenti scomodi
Non è raro che il primogenito alterni entusiasmo e fastidio. A volte vuole stare vicino alla mamma, a volte invece no, spesso fa domande su domande poi all’improvviso non chiede più nulla.
Queste manifestazioni non sono segnali di una precoce gelosia, ma di adattamento. Il bimbo sta cercando di capire quali potranno essere i cambiamenti.
Invece di correggerlo o rassicurarlo troppo (“Ma no, sarai felicissimo!”), sarà più utile accogliere e nominare le emozioni:
“Capisco che a volte ti sembri strano che arrivi un altro bimbo… anche per noi è una novità, capisco che sia spaventato dall’idea che qualcuno rubi il tuo posto, ma non accadrà”.
Quando il genitore mostra di comprendere, il bambino si sente visto, ascoltato e non giudicato.
Quindi assicurarlo è fondamentale
Uno dei bisogni più forti in questa fase è sapere che, anche con il fratellino, il suo posto resta intatto.
Può cambiare la routine, ma non il legame con i genitori.
Dire e dimostrare che l’amore non si divide, ma si moltiplica, è una semplice frase ma è fondamentale.
Anche piccoli gesti quotidiani, un momento di gioco da soli, una coccola al risveglio, una breve frase che lo faccia sentire importante, costruiscono un senso di continuità e sicurezza.


