La causa è semplice e inevitabile. In un ambiente chiuso e caldo, dove molti bambini passano diverse ore insieme, circolano più facilmente virus e infezioni. Non è quindi per colpa del freddo che ci si ammala, come si pensava un tempo, ma il contatto ravvicinato con altri bambini.
Bambini che giocano, che si toccano, che si respirano vicino, che starnutiscono e che, senza colpa, spargono microbi ovunque. Microbi che oltre a farli ammalare li fanno diventare veicolo di infezioni che tornano a casa con loro e che vengono trasmesse ai fratellini più piccoli, anche neonati che non frequentano alcuna comunità.
Tutto questo è un processo che va avanti da secoli, ed è inevitabile, i bambini non hanno ancora tutti gli anticorpi per affrontare ogni infezione, ma li devono sviluppare proprio ammalandosi e guarendo.
Fortunatamente oggi ci sono medicine valide che possono tenere sotto controllo uno stato febbrile, un’otite o altre infezioni, ma è comunque bene non sottovalutare i sintomi.
Le malattie “da scuola” sono soprattutto respiratorie di origine virale:raffreddori, tosse, faringiti, laringiti. Il classico naso che cola e la tosse che cambia col passare dei giorni (prima secca, poi più grassa, con catarro) sono esperienze comuni a tutti i genitori.
E vogliamo poi parlare della tosse che non finisce mai?Che sembra passare ma si ripresenta improvvisamente forte come prima? In realtà non si tratta sempre della stessa infezione: i bambini possono contrarre un raffreddore dopo l’altro, e di conseguenza una tosse dopo l’altra, che si susseguono senza una vera pausa, e che sembra sempre la stessa che va e viene.
Facciamo ora una distinzione dovuta:
- Virus → colpiscono soprattutto le vie respiratorie e si trasmettono per via aerea.
- Batteri → sono più tipici di infezioni cutanee o di complicazioni che seguono a un’infezione virale, come otiti, tonsilliti o sinusiti. In questi casi possono comparire pus, febbre più alta e dolori localizzati.
Quando serve l’antibiotico?
L’antibiotico non è indicato per le comuni infezioni virali ma diventa necessario solo quando compaiono complicazioni batteriche. .
Il pediatra di fiducia deciderà, valutando i sintomi, se sia davvero necessario.
Non bisogna demonizzare gli antibiotici, anzi, la loro utilità è indiscussa ma vanno sempre somministrati a necessità e dietro il consiglio del pediatra. Ci sono bambini che sono più predisposti di altri a queste complicazioni e possono aver bisogno di antibiotici più spesso, ma la regola rimane:e sempre sotto consiglio medico.
Ci sono bambini che sono più predisposti di altri a queste complicazioni e possono aver bisogno di antibiotici più spesso, ma la regola rimane: usarli solo quando serve..
Possibili conseguenze
In alcuni bambini, soprattutto quelli con predisposizione alle allergie respiratorie, i frequenti raffreddori possono evolvere in bronchiti ricorrenti, broncospasmo o polmoniti.
Non succede a tutti, ed è fondamentale affidarsi al proprio pediatra non appena la sintomatologia sembra deviare da quella che sembra la “normalità”.
Respiro affannoso, rumoroso e frequente sono sintomi da prendere immediatamente in considerazione per evitare conseguenze più importanti.
Evitare il fai da te, e soprattutto, non mandare a scuola il bambino che non sta bene, per rispetto degli altri bambini e per evitare di non tenere sotto controllo l’evolversi della malattia.
Si può rafforzare il sistema immunitario?
Il primo passo è assicurarsi che i bambini abbiano fatto tutte le vaccinazioni raccomandate,comprese quelle contro l’influenza.I vaccini riducono il rischio di infezioni più importanti, anche se non eliminano del tutto raffreddori e tosse.
Per aiutare il sistema immunitario, è utile e fondamentale una buona alimentazione che aiuta a mantenere il fisico in forma e magari integrare la vitamina C con l’uso degli agrumi, non fanno il miracolo, ma sicuramente aiutano.
Purtroppo l’immunizzazione da certe infezioni si ottiene solo superando la malattia, che fortunatamente nella stragrande maggioranza dei casi è solo una grande seccatura.
Cosa ne sarà dei poveri genitori?
Care mamme e papà, come avrete capito, quando un bambino entra all’asilo o a scuola, vi bfarà mettere in conto l’inevitabile: il fatto che si ammali spesso,soprattutto nei primi anni.
Non c’entra il freddo dell’aria esterna: i raffreddori si prendono in ambienti chiusi e affollati,non all’aperto.


